Dai treni ai pullman: Lo Bosco, signore dei trasporti con amicizie che contano

Il signore del ferro e della gomma, il “padrone” delle ferrovie e dei bus. Dario Lo Bosco, 55 anni, originario di Raffadali (il paese dell’ex governatore Totò Cuffaro) e laureato con lode in Ingegneria Civile a Palermo, è stato indiscutibilmente l’uomo chiave del settore dei trasporti, partendo dalla Sicilia fino alla guida di Rfi. In forza delle sue competenze acclarate da un curriculum di tutto rispetto, ma anche di amicizie con gli attori più influenti della politica siciliana (da Cuffaro ad Alfano e Micciché, da Lombardo a Crocetta), Dario Lo Bosco siede ininterrottamente negli ultimi anni sulle poltrone più importanti: quella di presidente di Rete ferroviaria italiana l’ha conquistata dal 2010, ma dalla metà degli anni ’90  – con qualche interruzione – mantiene quella di capo dell’Ast, l’azienda siciliana trasporti, ovvero l’ente regionale più grande con i suoi mille dipendenti. Ma non solo: dal dicembre del 2007 ai primi mesi del 2012 Lo Bosco è stato al timone anche dell’autorità portuale di Messina e Milazzo. Treni, bus e anche navi dunque.

Nel periodo più recente è stato in stretti rapporti con Ivan Lo Bello e Antonello Montante,  massimi rappresentanti della Confindustria siciliana schierata contro il racket. La giunta Crocetta, nel 2013, lo nominò commissario della Camera di Commercio di Catania, che detiene tre delle otto quote della società di gestione dell’ aeroporto di Fontanarossa. Grazie a questa nomina, e a quella di un commissario della Provincia di Catania, l’ asse Crocetta-Confindustria prese la maggioranza assoluta della società e mise le mani su uno degli scali con maggiore flusso di passeggeri in Italia. Un ribaltone ai danni di Lombardo che ha avuto anche l’ appoggio dell’attuale sottosegretario Giuseppe Castiglione (Ncd), ex presidente della Provincia etnea. E Lo Bosco, da commissario alla Camera di commercio catanese, partecipò anche all’elezione di Montante (oggi indagato per mafia) alla guida di Unioncamere Sicilia.
E non finisce qui: Lo Bosco è anche componente del consiglio direttivo di Confindustria Palermo e, attraverso il socio di minoranza Ast, ha un ruolo anche dentro la società degli Interporti siciliani, un colosso di carta che dovrebbe realizzare opere per 200 milioni di euro fra Catania e Termini Imerese: l’Ast, infatti, esprime il vicepresidente di Interporti. Il cui leader è, non a caso, il presidente di Confindustria Palermo, l’imprenditore Alessandro Albanese.

Fonte La Repubblica 29/10/2015 (dopo poco è stato arrestato e poi condannato in via definitiva a 4 anni)

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