Il sindaco, la donna, i 27 mila euro e il prete fece restituire i soldi

PALERMO – Il prete si è messo di traverso. Ha fatto di tutto affinché Giuseppe Lanaro restituisse ventisette mila euro ad un’anziana di Mirto. È nel paese in provincia di Messina che affonda la storia.
Tra carte bollate e progetti “truffa” emerge la tenacia di un sacerdote di provincia. I finanzieri del Nucleo di polizia economica-finanziaria hanno indagato sui finanziamenti ottenuti da un raggruppamento di imprese per costruire un impianto di energia solare all’interno dell’Università di Palermo. Alla fine il progetto fu realizzato, ma in dimensioni notevolmente ridotte. Per ottenere per intero i contributi europei e statali gli indagati avrebbero fatto carte false e stamani è scattato un sequestro da 700 mila euro.

Lanaro, imprenditore di origine vicentine, dove ha sede la Lanaro srl, è un siciliano di adozione. Talmente inserito nella realtà isolana da essere stato eletto, nel 2012, sindaco di Mirto, piccolissimo comune nel Messinese.

Tra le fatture setacciate dai finanzieri, su delega del procuratore aggiunto Sergio Demontis e del sostituto Maria Teresa Maligno, risultano tre pagamenti eseguiti dalla Helios Montaggi, impresa di Mirto di cui Lanaro è rappresentante legale, in favore di uno studio tecnico per la redazione di una perizia. I titolari dello studio hanno disconosciuto la perizia e negato di avere ricevuto alcun incarico dalla Helios. Era praticamente impossibile visto che non si occupano di energie alternative.

Da ulteriori accertamenti bancari si è scoperto che il beneficiario dei 27 mila euro è stato Carmelo Scalisi, parroco della chiesa Maria Santissima dell’assunta di Mirto. I soldi sono sì transitati sul suo conto, ma poi li ha girati ad un’anziana donna. Ce n’era abbastanza per convocare il sacerdote nel corso delle indagini.

È tutto vero, ha detto il prete ai finanzieri, spiegando cosa è accaduto. Aveva saputo che Lanaro, nominato amministratore di sostegno della donna, era riuscito a prelevare 27 mila euro da un libretto postale intestato alla cittadina del paese di cui era sindaco. E così don Carmelo si era attivato per far sì che le somme tornassero alla legittima proprietario. L’opera di convincimento del don Matteo alla siciliana è andata a buon fine.

Fonte: www.livesicilia.it

 

 

 

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