La guerra per la legalità è fatta dalle singole persone: il sindaco Petrotto

Tratto dal “Il Sistema Montante” – autore Salvatore Petrotto

Io mi rifiuto

Quando ero sindaco di Racalmuto, in modo particolare a partire dal 2010, sono finito nell’occhio di un ciclone mediatico—giudiziario. A trascinarmi dentro un vero e proprio vortice di inchieste pilotate, è stato un signore di Serradi— falco, Antonello Montante. assurto agli onori della cronaca giudiziaria per la sua intensa attività di spionaggio.

Ex presidente di Confindustria Sicilia e responsabile di una miriade di società pubbliche e private, il Montante si avvaleva di una serie di apparati investigativi deviati che obbedivano ciecamente ai suoi ordini. Le motivazioni che lo hanno spinto, di concerto con alcuni magistrati ed esponenti delle forze dell’ordine nonchè alcuni giornalisti, a tramare e a scagliarsi contro di me, sono ampiamente spiegate nelle intercettazioni allegate all’inchiesta Double face, condotta dalla Procura di Caltanissetta, che sta facendo emergere, nella sua interezza, un perverso e inquietante sistema di potere.

Ero uno dei principali nemici da abbattere, in modo particolare perché avevo denunciato, pubblicamente e alla Procura di Agrigento, le gestioni illegali di acqua e rifiuti che il Montante aveva difeso strenuamente per sostenere alcuni suoi amici, tra i quali Giuseppe Catanzaro, col quale si sono alternati ai vertici di Sicindustria, e che era il gestore, assieme ai fratelli, di una delle 4 mega discariche private siciliane situata in territorio di Siculiana e Montallegro.

Difesa a oltranza che costò addirittura il posto di assessore al magistrato Nicolò Marino, reo di avere avviato, nel 2013, un’indagine amministrativa che riguardava proprio la discarica dei Catanzaro. Oggi Catanzaro, Montante e altri tre imprenditori, sono anche accusati di avere pagato una tangente di un milione di euro all’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, pure lui sotto inchiesta, e di averlo inoltre ricattato attraverso la minaccia relativa alla diffusione di un video porno che lo riguarda personalmente, girato in Tunisia e contenente anche scene di pedofilia.

I due spregiudicati imprenditori, secondo la Procura della Repubblica di Caltanissetta, avrebbero inoltre dato vita a una assai composita associazione a delinquere, finalizzata a curare i loro ingenti interessi economici, attraverso una sorta di occupazione ‘militare’ della Sicilia. Avrebbero creato di fatto uno Stato parallelo, un vero e proprio Stato nello Stato.

Il motivo per cui sono diventato uno dei loro principali bersagli è riconducibile alle mie battaglie condotte, sia nella qualità di primo cittadino del paese dello scrittore Leonardo Sciascia, sia per la mia attività di blogger, opinionista e libero pensatore.

Da sindaco, in modo particolare, ho denunciato numerose illegittimità relative ad appalti, auto- rizzazioni e concessioni per la gestione dei servizi pubblici locali. Si trattava di reiterate violazioni amministrative che, come è emerso nel corso di recenti inchieste giudiziarie, erano finalizzate a fare arricchire, in maniera illecita, alcuni componenti di quella che adesso risulta essere una ben individuata lobby che faceva capo a Confindustria Sicilia.

Purtroppo per me, come una specie di pifferaio magico, andai per suonarle e invece fui suonato!

Le autorità di controllo alle quali mi ero rivolto, compresa una parte etero-diretta della magistratura agrigentina e palermitana, infatti me le suonarono di santa ragione.

Nessuno, sino a qualche anno fa, si era mai interessato delle decine di migliaia di cittadini della provincia di Agrigento ai quali veniva e viene ancora negata l’erogazione dell’acqua potabile nelle case o viene anche interrotto per- sino l’allaccio alla rete fognaria. Tutto ciò capita a chi non ha i soldi per pagare delle salatissime bollette le cui tariffe ovviamente applicate in maniera illegale, sono per lo meno il triplo della media nazionale.

Chi non ha i soldi per comprarsi da mangiare, non ha diritto neanche a bere, a lavarsi, a cucinarsi e non può neanche andare in bagno! Tutti quanti i torrenti e i litorali sono ancora oggi inondati da pestiferi liquami fognari, a causa della totale assenza di impianti di depurazione. Una miriade di maleodoranti discariche a cielo aperto sono disseminate ovunque. Le cosiddette Istituzioni preposte al controllo di legalità, sino allo scorso anno, nel migliore dei casi se ne fregavano altamente e si giravano sempre da un’altra parte.

Chi si opponeva ai legionari di Confindustria che continuavano a prosperare, inquinando tutto quanto, istituzioni pubbliche comprese, con immondizie di ogni genere, veniva perseguitato vita natural durante, a colpi di dossier pirata, inchieste giudiziarie ‘regolarmente’ pilotate e finti scoop giornalistici & pagamento.

A partire dal 2007, nell’Agrigentino, nei comuni serviti dal nuovo gestore, Girgenti Acque, la bolletta per l’acqua viene decuplicata di botto, passa da 70 a 700 euro l’anno a famiglia. Mentre quelle dei rifiuti da duecento passa a mille euro.

L’allora presidente di Confindustria Agrigento, Giuseppe Catanzaro, padrone di uno dei quattro mega immondezzai privati siciliani, nonche’ mio stalker giudiziario per eccellenza, con l’avvento degli ATO rifiuti cominciò a instaurare quella che, l’attuale esperto di tematiche ambientali delle Regione Siciliana, il prof. Aurelio Angelini, ha definito la ‘dittatura delle discariche’.

I novelli ‘dittatori della munnizza’, proprio a partire da quel fatidico 2007, hanno infatti incassato qualcosa come 750 milioni di euro l’anno, vioolando qualsivoglia norma ambientale e anche amministrativa.

Di queste cose mi sono da sempre occupato e non ho mai smesso di farlo, neanche quando hanno tentato di ‘spezzarmi le reni’, attraverso varie imposture mediatico-giudiziarie e a colpi di strumentali, temerarie e intimidatorie querele per diffamazione.

Malgrado tutto sono riuscito a resistere ai ripetuti assalti mediatico-giudiziari, opponendo la forza della ragione alla violenza esercitata nei miei confronti da alcuni poteri deviati dello Stato.

Il 7 novembre 2014, ad esempio, a Vittoria sono stato uno dei relatori in un convegno dall’emblematico titolo ‘Rifiuti ricchezza per chi?’ organizzato da Gianfranco Alfè, dell’associazione Fare Verde, assieme al giornalista sotto scorta Paolo Borrometi, uno dei principali bersagli della criminalità mafiosa e al sindaco di Zafferana Etnea, Alfio Russo, uno dei comuni più ricicloni della Sicilia.

Il 7 dicembre dello stesso anno, ad Agrigento, ho organizzato un altro convegno dal titolo ‘Io mi rifiuto, fuori dal dominio illegale dei rifiuti’, moderato dall’avv. Maurizio Miliziano, a cui parteciparono tra gli altri, l’esperta di diritto ambientale, l’aw. Simona Fell, Danilo Pulvirenti, attuale assessore all’ambiente del comune di Augusta e responsabile dell’associazione ambientalista Rfiiuti Zero e l’avvocato Stefano Catuara, ex assessore provinciale con delega all’Ambiente.

Adesso, grazie alle indagini della parte sana della magi— stratura siciliana, sta emergendo in tutta la sua palmare evidenza che quei sedicenti ‘squadristi’ della legalità e dell’antimafia erano, semplicemente, dei delinquenti bene organizzati che facevano capo ad Antonello Montante.

Tratto dal “Il Sistema Montante” – autore Salvatore Petrotto 2019, pag 39-42.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s