L’Assedio (indagine) alla Commissione antimafia

La recente indagine condotta dalla DDA di Palermo ha obbligato alle dimissioni dalla commissione antimafia l’onorevole Carmelo Pullara. Oggi si chiusa l’indagine sul’on.Stefano Pellegrino con un rinvio a giudizio e quindi sarà sotto processo. quest’ultimo si era dimesso dalla commissione antimafia qualeche mese fa. Nessuno si è meravigliato nelle due provincie.

E’ giustificato chiedersi che valore abbiano le due relazioni della commissione, quella sulla trattativa stato-mafia e l’altra sul Sistema montante. E poteva il presidente della Commissione Antimafia non intuire quello che sarebbe accaduto ? e quello che accadrà? (l’altra persona su cui si indaga è già nota ai più).

La Sicilia 20 giugno 2019: Parole di Occhipinti

Fonte: Italyflash

L’aggiunto Paolo Guido, i sostituti Sinatra, Camilleri e Ferrara, che hanno ordinato il suo fermo, laddove scrivono: «La pervasività del potere esercitato dal gruppo mafioso diretto da Occhipinti si traeva inoltre dallo sconcertante contenuto di un dialogo riservato all’interno del “quartier generale” di via Palma, nel corso del quale Occhipinti confessava di avere usufruito, per non meglio precisate illecite ragioni, della compiacente disponibilità dell’onorevole Carmelo Pullara, attuale deputato all’Ars e componente della Commissione regionale antimafia: “Per me buono Pullara è … eh … che la gente che vuole mangiare buoni sono … almeno sai che se ci vai per una cosa… dipende lui come è attaccato… prende e te lo fà … se ti dico una cosa io non dovete insistere … quando non mi interessano le cose che non mi interessano non le tratto … Pullara le fa. C’è stata una cosa … senza che ci sono andato … gli ho detto che si deve mettere da parte e si è messo da parte … Angiolè che minchia ti devo dire tutte cose uno? Pullara è buono! Perché è mangiataro vuole mangiare con sette forchette»


Chiesto il rinvio a giudizio per l’on. Stefano Pellegrino

21 Giugno 2019

Fonte: Livesicilia.it

PALERMO – L’onorevole Stefano Pellegrino è uno dei quindici indagati che hanno appena ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini. Per tutti l’aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Paolo Guido e i sostituti Gianluca De Leo e Francesca Dessì chiederanno il rinvio a giudizio.

Pellegrino nel 2017 è stato eletto nella lista di Forza Italia con 7.670 preferenze. Ed è nel corso dell’ultima consultazione che il consenso sarebbe stato raccolto inviando la spesa ad alcuni cittadini della provincia di Trapani. Pellegrino è indagato per corruzione elettorale. Appena ha saputo dell’indagine, nei mesi scorsi, si è dimesso dalla commissione regionale Antimafia.

Il nome di Pellegrino è venuto fuori nel corso delle indagini sulla scalata imprenditoriale di Calogero Jonn Luppino nel settore delle scommesse grazie all’appoggio dei boss di Campobello di Mazara. Il ‘re’ delle scommesse e lo zio Salvatore Giorgi, “in ossequio alle disposizioni impartite dal carcere da Franco Luppino, supportavano la candidatura alle elezioni regionali del politico locale, promettendo e somministrando generi alimentari a cittadini del luogo in cambio della promessa di voto”.

Luppino è indagato per mafia assieme a Giorgio e Francesco Catalanotto. Avrebbero fatto parte della famiglia mafiosa guidata dal latitante Matteo Messina Denaro). Indagati per favoreggiamento Paolo De Santo (avrebbe fatto avere a Franco Luppino e alla moglie La Cataldo i soldi che Jonn Luppino riservava per il loro sostengo economico); Giacomo Barbera (avrebbe cercato di bonificare l’ufficio di Luppino dalle microspie)

Sotto inchiesta anche una serie di presunti prestanome: Vito Balsamo e Giuseppe Di Stefano (si sarebbero intestati fittiziamente per conto di Jonn Luppino la titolarità dell’associazione Mensil Salh che a Salaparuta si occupa di servizi sociali, socio-sanitari ed educativi e gestisce la comunità alloggio per minori stranieri non accompagnati); Gaudenzia Zito (presunta prestanome della “Non solo Vip”); Calogero Pizzolato (intestatario fittizio di una società che gestisce il “Roialto longe bar” di Campobello di Mazara); Paola Maggio (presunta prestanome di una tabaccheria); Antonino Tumbiolo (intestatario fittizio, secondo l’accusa, di una società di noleggio auto); Giorgio Luppino (accusato di avere nascosto i soldi del clan mafioso); Maria Tocco e Antonino Cucuzza (sono i due elettori che avrebbero ricevuto i generi alimentari per votare Pellegrino),

Adesso tutti gli indagati potranno presentare delle memori difensive o chiedere di essere interrogati.

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